Processione del Cristo Morto

Festa dei Ceri

Palio della Balestra

Torneo dei Quartieri

Gruppo Sbandieratori

Albero di Natale


PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO - Venerdì Santo

La processione Annunciata da una Quaresima di cori del Miserere in notturno salmodiare (invero molto suggestivo) Gubbio "vive" molto intensamente la popolare manifestazione del Venerdì Santo che risale all'origine del teatro italiano: la processione del Cristo morto. Precedono i simboli della passione seguiti dai protagonisti: il Cristo morto, sotto baldacchino barocco (il Cristo è scultura lignea del '600) e Maria Addolorata seguiti a loro volta dai Corifei, cioè cantori del Miserere, i Sacconi, e dal fiume del popolo fedele. Una fiaccolata dei maggiori monumenti cittadini aumenta la suggestiva scenografia, veramente toccante. La superba manifestazione di fede e folklore è totalmente partecipata dal popolo eugubino e, come tutte le altre, da tanti turisti, soprattutto stranieri. I priori dell'Arciconfraternita ne stimolano l'ordine.

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FESTA DEI CERI - 15 Maggio

I ceri nelle tre girate Il 15 del mese di maggio: fremente vigilia della chiesa universale per la solenne commemorazione del "dies natalis" di Sant'Ubaldo, patrono, cittadino stratega e Padre della Patria. La Festa dei Ceri, nei suoi contenuti più profondi, è aggregante amalgama di popolo (che amorevolmente ogni anno si ritrova di più), di potere religioso e civico. Completa e perfetta sinergia morale che, con paritaria distribuzione, viene equamente ripartita nelle essenziali competenze istituzionali. Tre, proprio come i Ceri, poteri-funzioni: dell'antichissima Università dei Maestri Muratori, con i "deputati" ai Ceri, Primo e Secondo Capitano, "eletti" in grembo all'arte corporazione; del vescovo, e del sindaco. La Festa dei Ceri - i Ceri sono tre grandi pinnacoli, ripartiti in tre prismi sovrapposti, ricoperti da paliotti dipinti con stemmi ed ornamenti; innestati su robuste barelle (peso complessivo di ogni cero con barella e santo: circa tre quintali, altezza, complessiva, circa cinque metri) - ha ritmi incalzanti levitati attraverso tanti secoli. Prim'ancora dell'alba ha luogo la Sveglia dei Capitani (che certamente non possono aver dormito per la onorifica carica che sono riusciti ad ottenere per una sola volta nella loro vita). Sveglia squillata dal Campanone e dal gruppo tamburini dei tre Ceri. D'un subito, ossequio ceraiolo al civico cimitero per la benedizione dai cappellani dei Ceri: feeling morale collegante le generazioni dei ceraioli che furono, che sono e che saranno. Momenti forti della Festa: alle ore 10 sfilata dei baldi ceraioli da Santa Lucia a Piazza Grande, dopo avere ricevuto il mazzolino di fiori agresti dalle simpatiche ragazze ceraiole (pegno e "malleveria" di totale promessa ed impegno per la corsa); bande, canti, suoni, lazzi e frizzi. Alle ore 12 in punto, in Piazza Grande, tra mareggiare di plaudente folla, esplode l'alzata dei Ceri, "sciabolata" dal Primo Capitano con spavaldo lancio delle artistiche brocche, propiziatrici, scagliate con impeto dai Capodieci verso la basilica ubaldiana. Pomeriggio, ore 18: dopo l'alzatella, la benedizione del vescovo, con reliquia ubaldiana, sprigiona la compressa attesa dei ceraioli che si fiondano giù per le calate in assurda travolgente corsa fino a Piazza Grande. Mute e cambi, spericolati e drammatici: i santubaldari (casacca gialla: muratori), i sangiorgiari (casacca azzurra: mercanti) e santantoniani (casacca nera: agricoltori e studenti) si alternano temerariamente sotto le stanghe del loro Cero. A Piazza Grande, il sindaco, agitando la tradizionale mappa (fazzoletto bianco di cultura romana imperiale) fa "scattare" i Ceri per le tre birate in piazza; Ceri che poi, difilato, s'inerpicano su per gli erti stradoni mozzafiato raggiungendo, in soli otto minuti, la Basilica" "Scavijati" i Ceri nel Chiostro (entra primo il Cero di S. Ubaldo perché qui cessa ogni emulazione in corale omaggio ubaldiano dei tre Ceri), i Ceri vengono deposti accanto all'altare di S. Ubaldo, che, per sempre e dal 1194 attende tutti gli eugubini per abbracciarli come vivente! Dopo brevi riti religiosi il nostalgico ritorno (con tremendi commenti e frizzi per eventuali pencolate o cadute del cero) dei tre santi verso la Chiesa dei Muratori accompagnati da alleluiatici canti indirizzati al "Caro Vecchietto" di tutte le case eugubine; indi taverne fino all'alba ed oltre, con balli, canti e suoni, e... musi per coloro ai quali è andata male. La regione Umbria ha recepito le storiche radici etniche e civiche, sacre e laiche, di questa sagra popolare ed ha assunto ufficialmente i tre Ceri quale stemma con legge Regionale del 10 ottobre 1973, n. 37. Attualmente sta seguendo l'ultima parte dell'iter amministrativo, la proposta opportunamente presentata dal vice Presidente della Regione, per celebrare la giornata del Gonfalone, festa civile dell'Umbria.

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PALIO DELLA BALESTRA - Ultima Domenica di Maggio

Il palio della balestra Ultima domenica del mese di maggio: sfida secolare con i "rivali" di San Sepolcro. Balestra all'italiana, interdetta nel medioevo, perché micidiale diventò poi strumento di caccia ed infine, per vocazione, arma sportiva. L'associazione Balestrieri è attualmente irrobustita da circa 40 tiratori; ha storica sede nel Palazzo del Bargello, proprio statuto antico e "campo de li tiri" a Sant'Agostino (stazione Funivia). Il più "vecchio" balestriere vivente è l'artigiano Alessandro Cipiciani.

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TORNEO DEI QUARTIERI - 14 Agosto

Disfida interna, ma sentita, tra i "quartieri" eugubini, si tiene a Ferragosto. E' organizzata "in notturna" dalla Pro Loco Ass. Maggio Eugubino in ancor più suggestivo scenario di fiaccole con costumi sgargianti e "veri" in accesa rivalità di quartiere. Tantissimi gli ospiti che si fanno folla variopinta.

GRUPPO SBANDIERATORI

Evoluzioni di bandiere Giovanissimi ed abili "solisti" ed atleti addestrati nello svolazzare e nel bugliar bandiere dal prof. Giuseppe Sebastiani. E' rinomato in tutto il mondo perché nei cinque Continenti ha disseminato i valori tradizionali della cultura eugubina ed umbra col messaggio storico delle sgargianti bandiere. Ravviva ogni manifestazione culturale eugubina con l'apporto di incisivo segnale folkloristico sottolineato anche dal gruppo tamburini di antichissima presenza.

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ALBERO DI NATALE - 8 Dicembre / 6 Gennaio

L'albero di natale più grande del mondo Fiabesca visione natalizia, a volte sotto la neve. L'albero di Natale più grande del mondo si estende in tutta la superficie Sud del Monte Ingino sovrastante la città; animato da 450 fari policromi e 12 km di cavi elettrici. La cometa risplende proprio sulla cima del monte. Al di sotto della Città e dell'Albero, nel periodo natalizio, si prepara, da parte di volontari, un Presepe di formato naturale grandioso che occupa quasi l'intero Parco Francescano attorno alla Chiesa della Vittorina: da qui per l'Unicef prende il via la notturna Fiaccolata di Solidarietà' col patrocinio di enti nazionali, regionali e locali. Ad iniziare dal 1991 l'Albero di Natale di Gubbio è ufficialmente entrato a far parte dei Guiness dei Primati mondiali.
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